Otoplastica

Presso il nostro Polispecialistico è possibile ottenere un appuntamento per un consulto riguardante l’intervento di Otoplastica. La normale forma e posizione del padiglione auricolare è conferita da complicate ripiegature della cartilagine che ne forma lo scheletro. Numerose sono le possibili deformità della cartilagine auricolare correggibili chirurgicamente. La malformazione più comune, rappresentata dall’eccessiva prominenza del padiglione, può essere dovuta a un eccessivo sviluppo della conca (la parte centrale del padiglione) oppure dalla mancata formazione di alcune ripiegature esterne chiamate elice e antelice oppure, ancora, dalla presenza contemporanea di entrambi i difetti.

L’Otoplastica può essere, inoltre, finalizzata alla correzione di padiglioni auricolari eccessivamente grandi, indipendentemente dalla loro posizione. In aggiunta, possono essere corrette le “orecchie ad ansa”, in cui la parte superiore del padiglione è ripiegato in basso e in avanti. Le “orecchie a coppa”, di solito molto piccole, e le “orecchie a conchiglia”, in cui mancano molte ripiegature cartilaginee.

ETÀ MINIMA DEL PAZIENTE

La correzione delle deformazioni delle orecchie è indicata a partire dagli 8 anni. Solo a questa età, infatti, il padiglione auricolare ha sicuramente raggiunto il completo e definitivo sviluppo.

PREPARAZIONE ALL’INTERVENTO

L’intervento non deve essere eseguito in Pazienti gravide. È preferibile, anche se non in tutti i casi obbligatorio, evitare l’epoca coincidente con le mestruazioni.

Prima dell’intervento dovranno essere consegnati i referti delle analisi e degli esami pre-operatori prescritti e il presente prospetto informativo firmato. Dovranno essere segnalate eventuali terapie farmacologiche in atto (in particolare con cortisonici, contraccettivi, antiipertensivi, cardioattivi, anticoagulanti, ipoglicemizzanti, antibiotici, tranquillanti, sonniferi, eccitanti), terapie omeopatiche e fitoterapiche e segnalate possibili allergie ad antibiotici e farmaci in genere. Almeno due settimane prima dell’intervento dovrà sospendere l’assunzione di medicinali contenenti acido acetilsalicilico (tipo Aspirina, Cemirit, Vivin C, Ascriptin, Bufferin, Alka-Seltzer, ecc.).

Almeno un mese prima è consigliato sospendere il fumo, che incide in modo negativo sulla vascolarizzazione cutanea e può interferire con i processi di guarigione.

Il giorno precedente l’intervento deve essere effettuato un accurato lavaggio dei capelli, mentre non è necessario il taglio dei capelli, va asportato lo smalto dalle unghie delle mani e dei piedi e i cosmetici dal viso. Deve essere osservato digiuno di almeno 8 ore da cibi solidi e di 3 ore da bevande, prima dell’intervento, solo nel caso si sia deciso di eseguire la procedura in sedazione o secondo specifiche indicazioni legate al tipo di anestesia. Il giorno dell’intervento è bene indossare indumenti con maniche comode e completamente apribili sul davanti e calzare scarpe comode senza tacco. Qualora prescritta, è necessario portare una fascia elastica del tipo da tennista. È opportuna la presenza di un accompagnatore per il rientro a domicilio dopo l’intervento.

ANESTESIA

Per questo tipo di intervento è generalmente indicata l’anestesia locale. Può essere opportuno associare una sedazione. Quest’ultima consiste nell’infusione endovenosa di farmaci che inducono uno stato di profondo rilassamento. È previsto un colloquio con un Medico Anestesista per le opportune informazioni. Soggetti in età infantile, se giudicati non collaboranti, possono anche essere operati in anestesia generale.

MODALITÀ E DURATA DELL’INTERVENTO

L’intervento di Otoplastica, se effettuato su entrambi i padiglioni auricolari, dura, secondo il numero e la gravità dei difetti da correggere, da una a tre ore. Se l’Otoplastica viene eseguita semplicemente per avvicinare i padiglioni auricolari al capo (padiglioni prominenti), l’incisione della pelle viene eseguita nel solco retroauricolare e, attraverso questa via, si procede al modellamento delle strutture cartilaginee associato spesso a punti di sutura. Se l’intervento viene eseguito anche per ridurre l’ampiezza dei padiglioni, l’incisione chirurgica può essere eseguita sulla loro parte anteriore. A conclusione dell’intervento vengono utilizzati dei punti di sutura e applicata una medicazione contenitiva (a turbante o a caschetto).

DECORSO POST-OPERATORIO

Dopo questo tipo di intervento il dolore non è forte, e
può essere avvertito nel corso delle prime 24 ore post-operatorie. Di norma è controllabile con i comuni analgesici. Dovrà essere evitato l’uso di farmaci contenenti acido acetilsalicilico che potrebbero provocare sanguinamenti e quindi la formazione di ematomi. Spesso il dolore coincide con la sensazione di tensione, ovviamente connaturata a questo tipo di intervento, alla quale ci si abitua progressivamente fino a non avvertirla più dopo alcune settimane.

L’insorgenza di un dolore forte e persistente e/o di un improvviso gonfiore potrebbe significare lo sviluppo di un ematoma (vedere complicazioni). In questo caso è necessario informare tempestivamente il Chirurgo.

Per alcuni giorni, dovrà essere mantenuta la medicazione che ha lo scopo di proteggere i padiglioni operati, di limitare il loro gonfiore e la sensazione di fastidio. Questa ingombrante medicazione, oltre a comportare un’ovvia limitazione dei rapporti sociali, rende sconsigliabile la conduzione di veicoli, in quanto riduce la capacità uditiva. Inoltre, nei primi 2-4 giorni dopo l’intervento è consigliabile soggiornare in ambienti freschi e mantenere il capo sollevato da 2 o 3 cuscini durante il riposo a letto per limitare il gonfiore. L’uso di impacchi freddi sul volto potrà contribuire a dare una sensazione di refrigerio e a ridurre il dolore e il gonfiore.

La rimozione dei punti di sutura avviene dopo 7-14 giorni. Dopo l’asportazione dei punti, i padiglioni possono risultare ancora gonfi e di colorito bluastro. In assenza di complicazioni, il ritorno a una normale vita di relazione avviene nell’arco di 2 o 3 settimane.
Durante il riposo notturno dovrà essere indossata, per circa 4 settimane, una fascia elastica per evitare traumi involontari. Il gonfiore residuo regredisce lentamente e scompare completamente solo dopo alcune settimane o mesi.

Le ecchimosi (lividi) possono essere estese al collo ed essere mascherate con il trucco. Durano generalmente 10-15 giorni. Occasionalmente persistono più a lungo.

Il padiglione auricolare potrebbe presentare una certa riduzione della sensibilità cutanea per un breve periodo. Quantunque la normale sensibilità tenda a riprendere gradatamente, una lieve ipoestesia (riduzione della sensibilità) può persistere per alcuni mesi. Per tale motivo, l’applicazione diretta di calore sulle orecchie e sul collo (a esempio, asciugacapelli elettrico) deve essere limitata per evitare ustioni cutanee. Durante i primi 4-6 mesi potranno essere avvertiti prurito o false sensazioni (gocce d’acqua che scivolano sulla pelle, piccole scosse elettriche, ecc.).

PRECAUZIONI

Per i primi giorni è consigliato il riposo in posizione semi-seduta, in modo da favorire una più rapida scomparsa del gonfiore. Si deve, inoltre, porre attenzione, ovviamente anche per i giorni successivi, a non appoggiare lateralmente il capo sul cuscino.

Piccole macchie di sangue potranno essere presenti sulla medicazione, ma in caso di comparsa di una macchia di sangue rosso vivo che tende a ingrandirsi è necessario contattare il Chirurgo.

La medicazione deve essere protetta dall’acqua. I capelli possono essere lavati solo dopo la rimozione della medicazione, ma anche prima della rimozione dei punti di sutura utilizzando detergenti disinfettanti, evitando di traumatizzare le linee di sutura chirurgiche. Per circa 2 settimane, è sconsigliato l’uso di indumenti a collo stretto.
Le orecchie non devono essere esposte a temperature eccessivamente fredde o calde per circa 1 mese dopo l’intervento.

Il fumo va assolutamente evitato per almeno 3 settimane e ripreso dopo aver consultato il Chirurgo. È bene evitare di abbassare il capo nella prima settimana e di compiere sforzi fisici e manovre d’intensa spinta in caso di stipsi.

Durante la seconda settimana post-operatoria, le normali attività fisiche possono essere riprese gradualmente, compresa la guida di autoveicoli e l’attività sessuale. In questo periodo non è consigliabile praticare sport o esercizi fisici impegnativi, ma è possibile uscire per passeggiate e attività sociali poco faticose.

È importante evitare l’esposizione diretta al sole, al calore intenso (sauna) o a lampade abbronzanti per almeno 3 mesi dopo l’intervento. L’esposizione al sole dovrà, quindi, essere ridotta al minimo e sempre con creme protettive. È bene ricordare che le radiazioni ultraviolette possono irritare le cicatrici recenti e indurne un intenso gonfiore ed arrossamento che potranno regredire solo dopo molti mesi, pregiudicando il risultato estetico finale. Il sole intenso potrebbe inoltre provocare delle pigmentazioni permanenti sulla cute operata.

CICATRICI

La chirurgia lascia inevitabilmente delle cicatrici che, come tutte le cicatrici chirurgiche, sono permanenti e non possono essere eliminate.
Nell’intervento di otoplastica, tuttavia, si deve considerare che le incisioni vengono effettuate generalmente nella parte posteriore del padiglione e nascoste nel solco retroauricolare, difficilmente visibili anche a distanza ravvicinata. La qualità delle cicatrici varia con il passare dei mesi e dipende in gran parte dalla reattività cutanea individuale. Generalmente la loro visibilità diminuisce con il tempo.
Alcuni Pazienti, a causa di un’eccessiva reattività cutanea, possono sviluppare cicatrici arrossate o rilevate e perciò facilmente visibili, che durano diversi mesi o sono permanenti (cicatrici ipertrofiche o cheloidee) o cicatrici “allargate” di colore normale (cicatrici ipotrofiche). Si tratta di un’evenienza non prevedibile, seppure di raro riscontro. Cicatrici inestetiche e di cattiva qualità possono essere corrette con trattamento medico o con un intervento dopo un congruo periodo di tempo (6-12 mesi dall’intervento). Tali cicatrici possono lentamente regredire col passare dei mesi e con le dovute terapie (infiltrazione di cortisonici).

In casi di particolare predisposizione individuale le cicatrici si estendono oltre i limiti dell’incisione chirurgica (cheloidi) e rappresentano un processo patologico di difficile trattamento. In caso di complicazioni post-operatorie (ematomi, infezioni, retrazioni), le cicatrici possono essere di qualità mediocre.

Gli interventi di Otoplastica vengono eseguiti dal nostro Chirurgo Plastico Dott. Stefano Campa. Per ottenere un appuntamento per la valutazione dell’intervento contattare i numeri:

N.B.: L’intervento chirurgico è eseguito presso strutture partner della Domus Mulieris e accordate appositamente con il paziente.

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